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Febbraio 2008. Le donazioni spontanee degli alunni, rappresentano una fetta importante dei finanziamenti per le istituzioni americane. La Tuck School Business di Dartmouth, ha raggiunto quest’anno il tetto del 66.2% di fondi raccolti attraverso la filantropia. Un record storico per la business school del New Hampshire, ed un esempio che potrebbe ispirare anche le istituzioni europee in deficit progressivo di finanziamenti pubblici.
Negli Stati Uniti la legislazione prevede sgravi fiscali per le donazioni se devolute ad organizzazioni non-profit. Ma la popolarità di questa pratica non è da imputare unicamente a vantaggi fiscali, bensì ad una cultura della relazione durevole – long life – fra istituzioni e studenti.
La tradizione della donazione (o del “giving back”) dovrebbe essere diffusa fra gli studenti nel corso degli studi e proseguire una volta terminati. L’esempio di Tuck può costituire un modello per le scuole europee, in virtù del fatto che la Tuck’s comunity, benchè culturalmente molto eterogena, si dimostra molto coesiva e disponibile a supportare la scuola finanziariamente – oltre il 92% degli alumni ha infatti contribuito con donazioni spontanee almeno una volta nella loro vita.
Dave Celone, Direttore dell’“Annual Giving and Alumni Services” alla Tuck, è già stato interpellato da istituzioni europee in veste di esperto al fine di individuare modelli alternativi di supporto finanziario. “Valorizzare lo spirito comunitario nelle università, business schools e nei campus europei apporterebbe molto di più che meri incentivi alla filantropia” spiega Dave Celone “instillerebbe negli alumni l’abitudine a donare spontaneamente, ed accrescerebbe il numero di volontari impegnati attivamente nell’offire alle istituzioni le risorse prioritarie”
Articolo gentilmente fornitoci da Noir sur Blanc
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