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Un’indagine della Cass Business School denuncia il bisogno di governi e istituzioni più forti per vincere la lotta
Aprile 2007. Il coro congiunto delle maggiori società internazionali reclama il sostegno di governi più determinati nella lotta contro la contraffazione e la pirateria della proprietà intellettuale (IP). Questi i risultati emersi dall’indagine commissionata dalla Camera di Commercio Internazionale di Londra (ICC) alla Cass Business School, City University, per misurare la portata degli sforzi necessari a combattere i due fenomeni che affliggono i mercati internazionali. L’indagine svolta su 48 aziende, in 72 paesi, ha preso in esame 27 categorie di prodotti. I risultati mostrano a quale stadio sono giunti i governi e le società impegnate contro il fenomeno che è divenuto una vera piaga a livello mondiale e ha condotto a considerevoli perdite in posti di lavoro ed entrate fiscali.
La Cass Business School passa al lentino 48 società internazionali
Il Professor Joseph Lampel, il docente della Cass che ha svolto l’indagine in collaborazione con il BASCAP (Business Action to Stop Counterfeiting and Piracy), un’entità creata dalla ICC di Londra, dichiara “sentiamo parlare troppo spesso dei danni provocati dalla pirateria e dalla contraffazione, ma non abbiamo uno spaccato preciso del problema. Questa è la prima indagine di settore che, interrogando direttamente le società, fornisce una valutazione precisa di quali paesi detengono i sistemi migliori (e quali i peggiori) di protezione della proprietà intellettuale e soprattutto, perchè”.
Fra le 48 società interpellate, si annoverano business leaders da tutto il mondo, come Peter Brabeck-Letmathe, Chairman & CEO di Nestle; Bob Wright, Vice-Chairman ed Executive Officer di GE e Chairman & CEO di NBC Universal; Jean-Rene Fourtou, Chairman di Vivendi Universal, France; Jan Muehlfeit, Vice President Corporate Strategy di Microsoft EMEA; Raaja Kanwar, Vice Chairman di UFO Moviez, India; David Lakobachvili Chairman di Wimm-Bill-Dann Foods, Russia.
Risultati
Top ten: la pagella dei migliori e dei peggiori. Dei 72 paesi osservati nell’indagine, l’Italia risulta al 13° posto fra quelli che posseggono un sistema forte per combattere la pirateria e il furto della proprietà intellettuale (IP). Ai primi posti Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia. La Cina è la più debole, preceduta da Russia, India, Brasile, Indonesia, Vietnam, Taiwan, Pakistan, Turchia e Ukraina.
Il ruolo dei Media. Uno dei dati più interessanti emersi dall’indagine riguarda il ruolo determinante dei media, la cui negligenza e disattenzione verso il fenomeno può influenzare negativamente la sensibilità pubblica ed istituzionale rispetto alla necessità di combatterlo. Per contro, in quei paesi dove il sistema di tutela dell’IP è migliore, si nota l’influsso positivo dei media che, denunciando il fenomeno, lo rendono macroscopico e contribuiscono in tal modo a far crescere la consapevolezza pubblica.
Il ruolo dei governi. un’assenza di volontà nel perseguire gli obblighi internazionali di tutela dell’IP é un comune denominatore fra i paesi “peggiori” della classifica. Laddove sussiste invece una mutua e solida collaborazione fra le autorità ed i cittadini, la salvaguardia dell’IP è decisamente più efficace.
Aumentare gli investimenti teconologici. Le società che hanno partecipato all’inchiesta indicano negli investimenti tecnologici il fattore chiave delle strategie di lotta alle produzioni illecite: il 50% dei budget allocati per Ricerca&Sviluppo vengono investiti in tecnologie anti-pirateria e per differenziare la produzione.
Cina: il “covo dei pirati”
“Quei paesi la cui economia dipende massicciamente dagli investimenti stranieri, come la Cina, devono prestare maggiore attenzione e dimostrare più sensibilità verso le iniziative internazionali anti-pirateria” conclude il Professor Lampel. “Gli investimenti stranieri sono oggi uno dei motori di sviluppo economico principale. L’indagine condotta dimostra come l’attitudine favorevole verso la protezione intellettuale si ripercuota sulla volontà delle società di investire in attività produttive di beni e servizi ad alto valore aggiunto. I paesi che accusano più debolezza nella protezione della proprietà intellettuale dovrebbero prendere consapevolezza della priorità di legiferare in questa direzione, se vogliono attirare commesse di capitali stranieri e promuovere lo sviluppo di attività ad alto valore aggiunto”.
A proposito di… Cass Business School, City University, offre programmi di formazione, consulenza e ricerca innovativi, qualificati e sempre all’avanguardia. Situata nel cuore di uno dei maggiori distretti finanziari al mondo, Cass si trova in una posizione privilegiata per divenire il fulcro intellettuale della City di Londra. I programmi MBA, i Master specialistici e i corsi universitari godono di un’ottima reputazione per l’eccellenza accademica. Il Programma Executive MBA è classificato al 15° posto nel ranking del Financial Times. Nell’attività di ricerca, di rilevanza internazionale, sono impegnati più di 100 dottorandi. Cass può contare sul più nutrito corpo docente per finanza, assicurazioni e scienze attuariali in Europa. Al secondo posto per la ricerca finanziaria in Europa, al quarto nel mondo secondo il Financial Management Magazine (Stati Uniti esclusi), la ricerca nei settori rischi e assicurazioni è stata classificata al secondo posto al mondo dal Journal of Risk and Insurance. Cass è il luogo dove confluiscono le idee di studenti, docenti, professionisti, business leaders e protagonisti della politica generando nuove prospettive.
Per maggiori informazioni: www.cass.city.ac.uk
A proposito di… BASCAP (Business Action to Stop Counterfeiting and Piracy). Organizzazione create nel 2005 dalla Camera di Commercio Internazionale di Londra per collegare tutti i settore del business, per combattere contro la contraffazione e la pirateria, al di là dei confini nazionali. Il loro approccio globale è finalizzato a sostenere l’impegno di società e di organizzazioni nell’amplificare il messaggio rivolto dal mondo degli affari a governi e organizzazioni intergovernative. Attraverso il BASCAP, più di 150 società e associazioni sono attivamente impegnate nello sviluppo di progetti per sconfiggere la pirateria e accrescere la consapevolezza pubblica e politica sulla povertà economica e sociale generate dalle attività illegali. BASCAP è diretto da un gruppo di manager e dirigenti delle maggiori multinazionali, ed agisce attraverso i comitati delle strutture locali sparse in tutto il mondo.
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