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Ottobre 2006. La seconda edizione del Women’s Forum ha riunito il 5, 6 e 7 ottobre a Deauville (Francia) gli esperti di cinque continenti, giunti per apportare la loro testimonianza e fare chiarezza sulla questione della responsabilità delle donne nelle nostre società in perpetuo mutamento. La Professoressa Viviane de Beaufort, docente di diritto comunitario all’ESSEC Business School di Parigi, ha presentato uno studio condotto sulla diversità manageriale in Europa, mettendo in primo piano gli ostacoli socioculturali ed i legami che intercorrono fra la presenza delle donne nei posti direttivi e il loro accesso alla politica. Agli inizi del 2007 presenterà un secodo studio complementare sulla creazione dell’impresa al femminile.
Gli ostacoli socioculturali e la diversità manageriale
Al giorno d’oggi le imprese non possono più ignorare la questione della parità uomo-donna nei posti direttivi. La diversità manageriale è un fondamento democratico dell’Unione Europea, così come un fattore eclatante dell’efficienza economica, enunciata anche fra gli obiettivi della Strategia di Lisbona.
Se è vero che ci sono dei progressi in materia di diversità manageriale sussistono, è vero anche che resta ancora un “glass ceiling”[1], un soffitto di vetro, spesso dovuto ad ostacoli socio-culturali. Le donne in Europa occupano circa il 30% dei posti di quadri, ma solamente il 10% dei posti diregenziali. Gli stati che promuovono e sostengono con maggiore convinzione le donne ottengono dei risultati appena migliori, con un tasso del 12,4% negli USA, 7% in Norvegia e 4,6% in Spagna. Nell’insieme, la riduzione della disparità fra uomini e donne avanza, ma il distacco in termini di remunerazione resta quasi inalterato.
Per concludere, lo studio sottolinea il forte legame fra l’accesso delle donne nella politica e l’affermazione in ruoli direttivi. Nei paesi dove le donne hanno accesso relativamente presto allo statuto di cittadino, grazie al diritto di voto e all’eleggibilità, e dove accedono concretamente a funzioni politiche, si nota una minore reticenza verso il fatto che raggiungano posti di alto livello.
L’Imprenditoria al femminile è particolarmente vulnerabile nella fase di avvio
Il secondo studio condotto da Viviane de Beaufort, in collaborazione con Margaret Milan, Direttore e Fondatore di « Eveil et Jeux » in France, tratta della creazione dell’impresa al femminile in Europa e sarà presentato agli inizi del 2007. Il rapporto è globalmente incoraggiante: la proporzione di donne dirigenti d’azienda varia fra il 15% e più del 35% secondo i paesi. In Europa, il 70% delle donne a capo di un’azienda hanno creato la loro struttura, ed il 70% di esse prima dei 35 anni (il 15% fra i 36 e i 40).
Tuttavia, l’imprenditoria al femminile deve confrontarsi con ostacoli molto consistenti soprattutto nella fase di avvio, spesso dovuti al fatto che l’opinione diffusa considera ancora l’imprenditoria un dominio riservato agli uomini. L’accesso difficoltoso ai finanziamenti resta l’ostacolo maggiore: il 49,7% delle donne imprenditrici europee ammette di scontrarsi con la difficoltà degli aspetti finanziari e solo il 28% di esse ha accesso ai prestiti bancari.
Nel settore della formazione professionale, le donne soffrono di un limitazione all’accesso ai corsi di formazione, dovuto anche al fatto che sono molto più numerose nelle PMI; che il tempo parziale è molto diffuso (30% delle donne in Europa lavora part-time) e che sono impiegate in settori che tradizionalmente investono somme inferiori nella formazione continuata. Ne risulta che le donne sono perciò meno preparate alla fase di avvio di un’impresa, ma le aziende create da donne, una volta superata la soglia critica, si sviluppano in eccellenti condizioni.
A proposito di... L’ESSEC Business School (Ecole Supérieure des Sciences Economiques et Commerciales), fondata nel 1907, è uno degli attori principali nel panorama dell’educazione manageriale internazionale. L’insegnamento è dispensato da professori di reputazione internazionale e manager di alto livello. Insieme possono perpetrare una tradizione di eccellenza accademica, incoraggiando la creatività e lo sviluppo individuale, con l’apertura di spirito che caratterizza l’ESSEC Business School. L’Essec è il partner accademico del Women’s Forum sin dalla sua creazione nel 2005.
A proposito del Women’s Forum – 5, 6, 7 ottobre 2006
Il « Women’s Forum for the Economy and Society » è stato creato da Aude Zieseniss de Thuin, allo scopo di dare rilievo e di discutere del contributo delle donne nell’economia e nella società, e di aprire nuove riflessioni legate alla globalizzazione. La seconda edizione del « Davos delle donne » si è svolto a Deauville, in Francia, dal 5 al 7 ottobre. Delle sessioni plenarie, sessioni di brainstorming, dei work shop e delle tavole rotonde, hanno permesso ai dirigenti economici, politici ed accademici e della società civile di confrontarsi sul ruolo delle donne nella costruzione di un mondo responsabile/sviluppo sostenibile. Fra i presenti: Kamal Ahmad, Présidente e Direttore dell’Asian University for Women Support Foundation (Stati Uniti) ; Erika Feller, Assistente dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR (Australia) ; Anita Gurumurthy, Fondatrice dell’IT for Change (India); Monika Hauser, Direttrice di Medica Mondiale (Germania) ; Long Litt Woon, Direttore e co-Fondatore di Long & Olsen, et ex Direct del Norwegian Centre for Gender Equality (Norvegia) ; Lucy Marcus, Responsabile della Chair « The Global Task Force on Building Women Leaders » all’ESSEC, e Direttore della Marcus Venture Consulting (Gran Bretagna).
[1] « glass ceiling » : espressione utilizzata nel 1986 nel Wall Street Journal ed ufficialmente adottata nel 1991
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