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PNL - L’uomo e i suoi livelli di coscienza.. a cura di Stefano Santori
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Articolo sulla PNL curato da Stefano Santori.




Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero

Oscar Wilde


Nel corso della propria esistenza ognuno di Noi avrà avuto modo di notare che il suo mondo personale è composto da due parti principali: ciò che accade dentro di noi e ciò che accade fuori di noi.L’individuo percepisce l’universo che lo circonda in diversi modi, con una serie infinita di sfumature che hanno poi determinato quella che a sua volta è stata la sua evoluzione.

A ciò dobbiamo aggiungere le diverse capacità interpretative delle cose che ci accadono nel mondo circostante e, secondo interazioni assai complesse, del modo in cui esse vengono percepite dai nostri cinque sensi. Si forma in questo modo una determinata coscienza che genera giudizi, i quali danno luogo a scelte esistenziali che determinano in ogni momento della nostra vita quotidiana la natura dei pensieri e delle idee. Studi approfonditi hanno dimostrato che nell’uomo esistono diversi livelli di coscienza, il primo dei quali è costituito dal “conscio”.

Con questo termine si suole definire quella parte mentale cosciente del vivere quotidiano che, per la maggior parte delle persone, viene considerata degna di fede perchè percepita dai cinque sensi e quindi vissuta in modo pratico e concreto.

Con la parte conscia noi agiamo, ragioniamo, prendiamo decisioni, possiamo leggere, scrivere, seguire consapevolmente questa o quella idea, scegliere alcuni pensieri, privilegiandone alcuni piuttosto che altri. Tutti questi aspetti non rappresentano che il 10% dell’intera coscienza. Per avere un’idea visiva, per inquadrare l’immagine del conscio, immaginiamo un iceberg in cui esso è la parte emersa dall’acqua, mentre la massa immersa sotto la superficie è l’altro livello della coscienza legata all’uomo: l’inconscio o subconscio .

Il termine inconscio mal si adatta all’argomento trattato (inconscio: tutto ciò che non è direttamente conscio), dato che non parliamo d’incoscienza (termine interpretato solitamente come negazione di ogni forma di coscienza), ma di un altro livello di coscienza. A tal proposito ci sembra più appropriato utilizzare le parole subconscio o subcosciente.

Parliamo della parte nascosta della coscienza globale (circa il 90%), che funziona nelle profondità del nostro essere più intimo. Lì risiede il nostro vero essere, ivi sono immagazzinate informazioni di ogni genere; da lì partono tutti i comandi e tutti gli automatismi come respirare, vedere, udire, o più meccanicamente i battiti del cuore. Il subconscio è, inoltre, una favolosa banca della memoria che contiene i dati che riguardano il nostro vissuto a partire dal primo istante di vita.

Con velocità superiore a quella di un potente computer, il subconscio memorizza alla rinfusa ricordi, percezioni, sensazioni, sogni e più generalmente, informazioni captate dai nostri sensi (caldo, freddo, odori, colori) e tutto viene inventariato e custodito metodicamente. Una volta archiviati, i dati restano in stand-by e possono essere riattivati in qualsiasi momento, con un semplice impulso del subconscio, per sostenere una riflessione o un azione durante la vita di tutti i giorni.

Ancor più importante è il fatto che il subconscio non si accontenta di registrare il minimo avvenimento che ci accade ma associa a ogni elemento memorizzato la “carica emozionale” che l’accompagna. Se i ricordi custoditi nel subconscio sono negativi o assimilati a una difficoltà, a un dolore o a un insuccesso, essi fanno inceppare il nostro funzionamento e la capacità di giudicare obiettivamente il presente, perché si tende a stabilire la connessione tra situazioni simili alle quali potrebbero corrispondere identiche conseguenze. Il nostro comportamento quotidiano sarà, quindi, il risultato dell’analisi del presente, basata su percezioni e sensazioni del momento, ma deriverà anche dalle informazioni del passato che saranno riattivate dal subconscio. Specialisti la chiamano catena fatto-ricordo-comportamento e può funzionare bene, tanto in positivo quanto in negativo.


Sintesi e brani tratti dall'opera di Bernard Boudoin "Lo straordinario potere del pensiero positivo")







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